Meditiamo sulla Parola – Domenica delle Palme anno A

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

“Ecce homo!” È con questa esclamazione che Pilato presenta Gesù alla folla.

Evidente è la sproporzione tra l’annuncio e l’immagine di Gesù flagellato con la corona di spine e il mantello di porpora che il procuratore romano mostra ai Giudei.

Si tratta di un essere sfigurato, umiliato e offeso. Che valore può avere questo individuo? Che uomo è mai costui? Che attendibilità ha una tale rivelazione? Riecheggia qui l’interrogativo di Isaia quando descrive il Servo del Signore come un derelitto, un essere disprezzato davanti al quale ci si copre la faccia.

“Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?” si domanda il profeta avvertendo la differenza tra un modello idealizzato e quest’uomo concreto, vilipeso, oltraggiato, schernito e deriso.

Non è il Messia frutto delle nostre fantasie, piuttosto è l’esatto contrario.

Il Cristo, si fa conoscere diverso da quelle che sono le attese.

È lui ad essere bisognoso, è lui che deve essere salvato.

Questo rovesciamento esemplare ha riflessi importanti anche per noi oggi. Il nostro è un tempo in cui l’immagine dell’uomo, come quella di Cristo è scomposta, frantumata sotto l’urto di modelli economici, psicologici e biologici che le negano unità e verità.

Gesù restituisce all’uomo un volto e una dignità che il tempo presente nega, toglie e gli dà un nucleo di verità essenziale che dice a noi, confusi e smarriti di questo terzo millennio: Ecco l’uomo in verità! Dobbiamo imparare sempre più a riconoscere dietro l’immagine di Gesù flagellato il vero uomo e a saper leggere dietro quella maschera di sofferenza e di dolore l’uomo nuovo, quello delle beatitudini.

Gesù conosce la corruzione del potere che erige la tirannia in legge, che perseguita la vita del giusto, che condanna a morte l’innocente. Il potere si esercita non con la forza, non come volontà di potenza, ma nella verità, a servizio dell’uomo e mai di potere sull’uomo.

Gesù invita ciascuno di noi a fare lo stesso, se vuole riacquistare integrità e identità, diventando un vero e autentico modello. Come il Figlio dell’uomo che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

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